Storia

Un comune ricco di interesse culturale

San mauro pascoli

Giovanni Pascoli

San Mauro Pascoli è un comune ricco di interesse culturale, la cui visita è assolutamente consigliata. Inizialmente San Mauro di Romagna, cambiò nome nel 1932 in onore dell’illustre poeta Giovanni Pascoli, nativo proprio di San Mauro.

Le più importanti attrazioni turistiche infatti sono proprio legate alla vita del poeta: per chiunque conosca ed apprezzi Pascoli, trascorrere del tempo nei luoghi che hanno accompagnato la sua infanzia e fanno da sfondo alle sue poesie, è sicuramente un’emozione unica. La casa natale di Giovanni Pascoli è stata adibita a museo e custodisce la sua culla, i mobili dello studio di Bologna, gli oggetti della madre e importanti documenti come le prime edizioni delle sue opere. Nel cimitero comunale invece, è possibile visitare il mausoleo della famiglia Pascoli. Altro edificio degno di nota, è senz’altro la tenuta dei principi Torlonia, meglio conosciuta come “La Torre”. Il complesso comprende una villa del 1780, una cappella adibita oggi a ristorante esclusivo, e alcune case coloniche nelle vicinanze tuttora abitate; il bellissimo cortile interno viene utilizzato per eventi culturali e rappresentazioni teatrali. Altri luoghi degni di interesse sono le rovine di antiche fornaci romane e la Chiesa della Madonna dell’Acqua, molto cara a Pascoli perchè consolò il dolore di sua madre.

Così scrisse agli amici del paese natio:

“…e l’ospite saluterà commosso il mio mondo ideale che ha per confini il Luso e il Rio Salto e per centro la chiesuola della Madonna dell’Acqua e il camposanto fosco di cipressi…”

Giovanni pascoli

Giovanni Pascoli è il maggior poeta decadente italiano.
Per comprendere la sua poesia a pieno, è assolutamente necessario conoscere la sua vita, poiché fu proprio una serie di eventi traumatici, avvenuti per la maggior parte durante l’infanzia a San Mauro, a plasmare il suo pensiero, e di conseguenza la sua poetica. Pascoli nacque in una famiglia benestante di San Mauro di Romagna: il padre era amministratore della tenuta Torlonia. All’età di soli 12 anni, il padre venne assassinato, probabilmente per motivi politici o di lavoro, e da qui partì una serie di lutti familiari che disgregò la famiglia e segnò in modo indelebile la mente del giovane poeta. L’anno successivo infatti morì la madre e la sorella Margherita, poi il fratello Luigi e infine il fratello maggiore Giacomo.

Questi avvenimenti caratterizzeranno le opere di Pascoli fino all’ossessione, che lo spingerà tra l’altro nella sua vita a cercare invano l’assassino del padre. Le figure dei familiari defunti sono cosi importanti che quando venne arrestato a causa del suo impegno politico socialista e anarchico, dopo un periodo di depressione, fu proprio una visione dei familiari defunti che lo spinse a riprendere gli studi per portare avanti il nome della famiglia. Nato in un epoca dominata dal positivismo, vediamo come questo nella sua vita perde sempre valore entrando nel pieno del decadentismo, sia per la visione pessimistica della vita che per l’identificazione del poeta non come un vate, capace di segnare la via da seguire, ma piuttosto come un fanciullino, cioè un mediatore che in possesso di una coscienza aurorale, quasi infantile, è in grado (a differenza della massa) di cogliere l’essenza primaria e originale delle cose, in modo immaginoso e privo di logica.
La società invece, è vista da Pascoli in un’ottica essenzialmente socialista, ma ben lontana dalla lotta di classe, piuttosto un’utopia di amore e fratellanza, nella quale la poesia ha il ruolo di diffondere tali valori.